Disturbi Specifici dell’Apprendimento

istock_000013700029xsmall_medI DSA sono disturbi nell’apprendimento che interessano alcune abilità specifiche che devono essere acquisite da bambini e ragazzi in età scolare.
I disturbi specifici dell’apprendimento comportano la non autosufficienza durante il percorso scolastico in quanto interessano nella maggior parte dei casi le attività di lettura, scrittura e calcolo.

I DSA affliggono bambini e ragazzi che in genere non hanno disabilità o difficoltà particolari, ma possono rendere loro difficile la vita a scuola, se non vengono aiutati nella maniera corretta.

Attualmente i bambini e i ragazzi affetti da DSA non hanno diritto all’insegnante di sostegno. Hanno però diritto, grazie alle Legge 170/10, a strumenti didattici e tecnologici di tipo compensativo (sintesi vocale, registratore, programmi di video-scrittura e con correttore ortografico, calcolatrice) e a misure dispensative, per permettere loro di sostituire alcuni tipi di prove valitative con altre equipollenti più adatte.

I principali disturbi specifici di apprendimento sono:

LA DISLESSIA

La Dislessia Evolutiva e’ un disturbo che riguarda la capacita’ di leggere e scrivere in modo corretto e fluente.
La dislessia non è causata da deficit cognitivi, da problemi sensoriali, neurologici nè psicologici. Secondo la recente definizione dell’International Dyslexia Association (IDA) “la dislessia è una disabilità dell’apprendimento di origine neurobiologica. Essa è caratterizzata dalla difficoltà a effettuare una lettura accurata e/o fluente e da scarse abilità nella scrittura (ortografia). Queste difficoltà derivano tipicamente da un deficit nella componente fonologica del linguaggio, che è spesso inatteso in rapporto alle altre abilità cognitive e alla garanzia di un’adeguata istruzione scolastica. Conseguenze secondarie possono includere i problemi di comprensione nella lettura e una ridotta pratica nella lettura che può impedire una crescita del vocabolario e della conoscenza generale”.Un bambino o ragazzo dislessico può leggere e scrivere, ma non può farlo in maniera automatica come gli altri. Leggere e scrivere gli costa molta più fatica e impegno, quindi si stanca rapidamente, commette errori, rimane indietro con i programmi. La difficolta’ di lettura puo’ essere piu’ o meno grave e spesso si accompagna a problemi nella scrittura, nel calcolo e, talvolta, anche in altre attivita’ mentali come quelle mnemoniche.
Il bambino spesso compie nella lettura e nella scrittura errori caratteristici come l’inversione di lettere e di numeri (es. 21 – 12) o la sostituzione di lettere (m/n; v/f; b/d, a/e), a volte non riesce ad imparare le tabelline e alcune informazioni in sequenza come le lettere dell’alfabeto, i giorni della settimana, i mesi dell’anno. Può fare confusione per quanto riguarda i rapporti spaziali e temporali (es. destra – sinistra), può avere difficoltà nell’esposizione orale di contenuti complessi (in particolare nelle interrogazioni). In alcuni casi sono presenti anche difficoltà in abilità motorie fini (ad esempio allacciarsi le scarpe), nel calcolo, nella capacità di attenzione e di concentrazione. Spesso il bambino finisce con l’avere problemi psicologici, ma questo è solo una conseguenza, non la causa della dislessia.La dislessia è classificata tra i DSA – Disturbi Specifici dell’Apprendimento, con il codice F81.0.

IDENTIFICARE LA DISLESSIA A SCUOLA

Se la dislessia non viene diagnosticata a scuola l’alunno dovrà sforzarsi enormemente per ottenere risultati che per i suoi compagni e per l’insegnate sono quasi banali.
Durante la scuola dell’infanzia si può effettuare una valutazione dei prerequisiti per l’abilità di lettura, utile per rafforzare le competenze carenti ma la diagnosi di dislessia può essere fatta solo durante la seconda o la terza classe della scuola primaria.

OTTENERE UNA DIAGNOSI

Se si hanno dubbi che un bambino abbia difficoltà di apprendimento è necessario richiedere una valutazione specialistica a un neuropsichiatra infantile o a uno psicologo. Per una tale valutazione ci si può rivolgere alla propria ASL di appartenenza (Servizio di Neuropsichiatria Infantile o Unità Operativa di Neuropsichiatria Infantile o di Neuropsicologia), oppure a specialisti che svolgono privatamente la libera professione.
Lo specialista potrà fare una diagnosi di Disturbo Specifico dell’Apprendimento (DSA) solo in seguito alla valutazione clinica.

IL PERCORSO DIDATTICO PERSONALIZZATO

Ottenuta la diagnosi di DSA sarà possibile per i genitori chiedere alla scuola la predisposizione di un PDP – Percorso Didattico Personalizzato (o Percorso Educativo Personalizzato)

La realizzazione del PDP implica l’adozione di tutte le misure dispensative e compensative, appropriate all’entità ed al profilo della difficoltà , in ogni singolo caso, coerentemente con quanto indicato dalle note ministeriali.

E’ quindi la famiglia che deve chiedere alla scuola un PDP! Le misure compensative e dispensative vanno scelte insieme allo specialista, la famiglia e lo studente. E’ DOVERE del Consiglio di classe consegnare il PDP alla famiglia fin dall’inizio dell’anno onde consentire una collaborazione costruttiva.

GLI STRUMENTI COMPENSATIVI E LE MISURE DISPENSATIVE

Le misure compensative sono strategie o strumenti, informatici e non, che hanno lo scopo di compensare il disturbo supportando i ragazzi in quelli che sono i loro punti di debolezza dovuti ai DSA. Sono strumenti compensativi ad esempio il pc, la sintesi vocale, la calcolatrice, la tabella delle formule, la tavola pitagorica, l’utilizzo di mappe concettuali o mentali e cartine durante le interrogazioni, il dizionario digitale, una diversa presentazione delle modalità di verifica, ecc. Sono invece misure dispensative: gli esercizi più corti, evitare la lettura a voce alta, ridurre i compiti a casa, evitare l’apprendimento mnemonico, ecc. La loro applicazione è prevista dalle note ministeriali in tema di DSA. L’utilizzo di tali strumenti in classe e a casa non elimina il disturbo, ma agevola l’apprendimento e richiede da parte degli insegnanti la conoscenza del disturbo e delle sue manifestazioni.

LA DISGRAFIA

La disgrafia è un disturbo specifico dell’apprendimento (DSA), non dovuto a deficit intellettivi o neurologici. Si tratta di una difficoltà della scrittura, in particolare nella riproduzione di segni alfabetici e numerici.
La disgrafia emerge nei bambini quando la scrittura inizia la sua fase di personalizzazione, indicativamente intorno alla terza elementare. Viene individuato solitamente dagli insegnanti in quanto si manifesta con scarsa leggibilità della scrittura, lentezza e stentatezza, disorganizzazione delle forme e degli spazi grafici, scarso controllo del gesto, confusione e disarmonia, rigidità ed eccessiva accuratezza, difficoltà nell’atto scrittorio in presenza di crampi o dolori muscolari.
La disgrafia tende a peggiorare nel tempo se non viene individuata e incide negativamente sul rendimento scolastico, portando il bambino che ne è affetto a scoraggiarsi e demotivarsi.

DISGRAFIA A SCUOLA

La mano dei bambini disgrafici scorre con fatica sul piano di scrittura e l’impugnatura della penna è spesso scorretta, spesso il bambino non rispetta i margini del foglio e lascia spazi irregolari tra i grafemi e tra le parole. La pressione della mano sul foglio non è adeguatamente regolata: a volte è troppo forte e il segno lascia un’impronta marcata anche nelle pagine seguenti del quaderno, talvolta è troppo debole. Il tono muscolare è spesso irrigidito o, al contrario eccessivamente rilasciato.
Il bambino disgrafico presenta difficoltà notevoli anche nella copia e nella produzione autonoma di figure geometriche e spesso il livello di disegno è inadeguato all’età . Nella copia delle immagini i particolari sono quasi assenti. La copia di parole e di frasi è scorretta e copiare dalla lavagna è ancora più difficile, in quanto il bambino deve portare avanti più compiti contemporaneamente: distinzione della parola dallo sfondo, spostamento dello sguardo dalla lavagna al foglio, riproduzione dei grafemi.
Spesso i bambini disgrafici faticano a capire la propria scrittura, per questo difficilmente individuano gli errori anche in un secondo momento di verifica.
La disgrafia è  infatti definita una anomalia del movimento corsivo e della condotta del tratto che si traduce in difficoltà di coordinamento, irregolarità delle spaziature, malformazioni e discordanze di ogni tipo associate ad un tratto di pessima qualità .

DIAGNOSI E RIEDUCAZIONE
La disgrafia può essere risolta rienducando il bambino attraverso un intervento personalizzato.
Gli inteventi sono generalmente suddivisi in due itinierari che si concentrano sulle competenze di base e su quelle specifiche per la scrittura.
Le abilità di base coinvolte sono la coordinazione nel movimento, l’orientamento e l’organizzazione spazio-temporale, la coordinazione oculo-manuale, la consapevolezza dello schema corporeo, la memoria sequenziale, il linguaggio, il senso del ritmo (in genere immaturo), il processo di simbolizzazione (rallentato), la capacità di discriminazione suoni-segni.
A SCUOLA, ottenuta la diagnosi di DSA sarà possibile per i genitori chiedere alla scuola la predisposizione di un PDP – Percorso Didattico Personalizzato (o Percorso Educativo Personalizzato) La realizzazione del PDP implica l’adozione di tutte le misure dispensative e compensative, appropriate all’entità ed al profilo della difficoltà , in ogni singolo caso, coerentemente con quanto indicato dalle note ministeriali.

PREVENIRE LA DISGRAFIA

E’ possibile prevenire questo disturbo durante la scuola dell’infanzia, attraverso l’esame della grafomotricità e la proposta di esercizi ed attività ludiche preparatorie al gesto grafico nonché durante il primo ciclo della primaria attraverso una adeguata modalità di insegnamento e consolidamento della scrittura.

La disgrafia può anche essere legata ad un quadro di disprassia, può essere secondaria ad una lateralizzazione incompleta, è caratterizzata dalla difficoltà a riprodurre segni alfabetici e numerici e infine riguarda esclusivamente il grafismo.

LA DISCALCULIA

La discalculia evolutiva è  un disturbo specifico dell’apprendimento (DSA). Può essere definita come un disturbo delle abilità numeriche e aritmentiche, che si sviluppa in bambini privi di deficit cognitivi o neurologici. Si manifesta nel riconoscimento e nella denominazione dei simboli numerici, nella scrittura dei numeri, nell’associazione del simbolo numerico alla quantità corrispondente, nella numerazione in ordine crescente e decrescente, nella risoluzione di situazioni problematiche.

Spesso alla base ci sono difficoltà di orientamento spaziale e di organizzazione sequenziale che si evidenziano sia nella lettura che nella scrittura dei numeri ( il numero 9 viene confuso con il 6;  il numero 21 con il 12;  il 3 viene scritto al contrario così come altri numeri…).
Di solito è presente la capacità di numerare in senso progressivo, cioè di procedere da zero in poi (1-2-3-4-5…), ma non quella di numerare in senso regressivo, partendo cioè da una determinata cifra e andando indietro ( 6-5-4-3-2-1-0).
Un altro ostacolo che crea al soggetto situazioni di disagio è la difficoltà a memorizzare la tavola pitagorica con conseguente impossibilità ad eseguire correttamente moltiplicazioni e divisioni.

Principali elementi di riconoscimento:

Difficoltà nel manipolare materiale per quantificare e stabilire relazioni
Difficoltà nella denominazione dei simboli matematicis
Difficoltà nella lettura dei simboli matematici
Difficoltà nella scrittura di simboli matematici
Difficoltà a svolgere operazioni matematiche
Difficoltà nel cogliere nessi e relazioni matematiche

DIAGNOSI E INTERVENTI
Per poter programmare un intervento riabilitativo personalizzato è necessaria una valutazione clinica, fatta da  un neuropsichiatra infantile o a uno psicologo. Per una tale valutazione ci si può rivolgere alla propria ASL di appartenenza (Servizio di Neuropsichiatria Infantile o Unità Operativa di Neuropsichiatria Infantile o di Neuropsicologia), oppure a specialisti che svolgono privatamente la libera professione.

A SCUOLA, ottenuta la diagnosi di DSA sarà possibile per i genitori chiedere alla scuola la predisposizione di un PDP – Percorso Didattico Personalizzato (o Percorso Educativo Personalizzato) La realizzazione del PDP implica l’adozione di tutte le misure dispensative e compensative, appropriate all’entità ed al profilo della difficoltà , in ogni singolo caso.

LA DISPRASSIA

La Disprassia è un Disturbo Specifico dell’apprendimento, che riguarda la coordinazione e il movimento e che può comportare problemi con il linguaggio. Si configura come incapacità a compiere movimento volontari coordinati sequenzialmente in funzione di un preciso scopo.
Uno degli esempi classici è la difficoltà ad allacciarsi le stringhe delle scarpe. Spesso i bambini disprassici faticano a mettere in ordine le varie fasi di un racconto, altre volte presentano problemi di anualità che si traducono in problemi ortografici, oppure problemi relativi al movimento oculare.Questo disturbo colpisce circa il 6% della popolazione infantile tra i 5 e gli 11 anni. Può essere aqcuisita in seguito a danno cerebrale o associata a un ritardo dello sviluppo neurologico.
Si tratta di un disturbo complesso, difficilmente diagnosticabile durante la prima infanzia. Necessita di terapia logopedica e psicomotoria.

DIAGNOSI E INTERVENTI
Per  programmare un intervento riabilitativo personalizzato è necessaria una valutazione clinica, fatta da  un neuropsichiatra infantile o a uno psicologo. Per una tale valutazione ci si può rivolgere alla propria ASL di appartenenza (Servizio di Neuropsichiatria Infantile o Unità Operativa di Neuropsichiatria Infantile o di Neuropsicologia), oppure a specialisti che svolgono privatamente la libera professione.

A SCUOLA, ottenuta la diagnosi di DSA sarà possibile per i genitori chiedere alla scuola la predisposizione di un PDP – Percorso Didattico Personalizzato (o Percorso Educativo Personalizzato) La realizzazione del PDP implica l’adozione di tutte le misure dispensative e compensative, appropriate all’entità ed al profilo della difficoltà , in ogni singolo caso.

LA DISORTOGRAFIA

La disortografia è un disturbo specifico dell’apprendimento che interessa la scrittura, non correlato a deficit sensoriali, motori o neurologici.
Chi soffre di disortografia non rispetta le regole di trasformazione del linguaggio parlato in linguaggio scritto, non è in grado di tradurre correttamente i suoni che compongono le parole in simboli grafici. I sintomi della disortografia possono essere omissioni di grafemi o parti di parola (es. pote per ponte o camica per camicia), sostituzioni di grafemi (es. vaccia per faccia; parde per parte), inversioni di grafemi (es. il per li; spicologia per psicologia).
La disortografia può derivare da una difficoltà di linguaggio, da scarse capacità di percezione visiva e uditiva, da un’organizzazione spazio-temporale non ancora sufficientemente acquisita, da un processo lento nella simbolizzazione grafica.La disortografia solitamente si associa a difficoltà di linguaggio, scarse capacità di percezione e discriminazione visiva e uditiva, organizzazione e integrazione spazio-temporale non ancora acquisita, processo lento nella simbolizzazione grafica, dominanza laterale non adeguatamente acquisita.

DIAGNOSI E INTERVENTI
Per poter programmare un intervento riabilitativo personalizzato è necessaria una valutazione clinica, fatta da  un neuropsichiatra infantile o a uno psicologo. Per una tale valutazione ci si può rivolgere alla propria ASL di appartenenza (Servizio di Neuropsichiatria Infantile o Unità Operativa di Neuropsichiatria Infantile o di Neuropsicologia), oppure a specialisti che svolgono privatamente la libera professione.

A SCUOLA, ottenuta la diagnosi di DSA sarà possibile per i genitori chiedere alla scuola la predisposizione di un PDP – Percorso Didattico Personalizzato (o Percorso Educativo Personalizzato) La realizzazione del PDP implica l’adozione di tutte le misure dispensative e compensative, appropriate all’entità ed al profilo della difficoltà , in ogni singolo caso.

IL DISTURBO SPECIFICO DELLA COMPITAZIONE

Il disturbo specifico della compitazione è uno dei più comuni DSA – Disturbi specifici dell’apprendimento. Consiste nella difficoltà a suddividere le sillabe in parole e solitamente è associato a problemi di disgrafia.Secondo la definizione dell’ OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità ) la caratteristica principale del disturbo della compitazione è “un disturbo specifico e significativo nello sviluppo delle abilità di compitazione in assenza di una storia di disturbi specifici della lettura, è un disturbo che non è dovuto unicamente ad un’età mentale immatura, a problemi di vista, o inadeguato livello scolastico. Le abilità di pronunciare e scrivere correttamente le parole sono entrambe compromesse”

DIAGNOSI E INTERVENTI
Per  programmare un intervento riabilitativo personalizzato è necessaria una valutazione clinica, fatta da  un neuropsichiatra infantile o a uno psicologo. Per una tale valutazione ci si può rivolgere alla propria ASL di appartenenza (Servizio di Neuropsichiatria Infantile o Unità Operativa di Neuropsichiatria Infantile o di Neuropsicologia), oppure a specialisti che svolgono privatamente la libera professione.

A SCUOLA, ottenuta la diagnosi di DSA sarà possibile per i genitori chiedere alla scuola la predisposizione di un PDP – Percorso Didattico Personalizzato (o Percorso Educativo Personalizzato) La realizzazione del PDP implica l’adozione di tutte le misure dispensative e compensative, appropriate all’entità ed al profilo della difficoltà , in ogni singolo caso.

DISTURBI SPECIFICI DEL LINGUAGGIO

I disturbi specifici del linguaggio sono definiti disturbi evolutivi “specifici”, in quanto non collegati o causati da altri disturbi evolutivi del bambino.
Il Disturbo Specifico del Linguaggio (DSL) viene definito dall’OMS €˜una condizione in cui l’acquisizione delle normali abilità linguistiche è disturbata sin dai primi stadi dello sviluppo. Il disturbo linguistico non è direttamente attribuibile ad alterazioni neurologiche o ad anomalie di meccanismi fisiologici dell’eloquio, a compromissioni del sensorio, a ritardo mentale o a fattori ambientali. È spesso seguito da problemi associati quali le difficoltà nella lettura e nella scrittura, anomalie nelle relazioni interpersonali e disturbi emotivi e comportamentali.  Normalmente è possibile diagnosticare questo disturbo intorno ai 3 anni d’età .
Il ruolo dello Psicologo nel trattamento dei DSA è fondamentale, sia per la diagnosi iniziale che per l’applicazione dei programmi di potenziamento cognitivo e psico-motorio.  E’ fondamentale considerare anche gli aspetti emotivi dei bambini, coinvolgere la famiglia e la scuola in un percorso trasversale e longitudinale, con lo scopo ultimo di rendere i bambini autonomi e consapevoli delle loro capacità. Bisogna, infatti, lavorare sui punti di forza e sulle competenze, per trovare strategie individuali, più funzionali, e monitorare costantemente questo percorso, al fine di apportare modifiche, qualora si rendessero necessarie.