Rilassamento Muscolare

55_rilassamento_muscolareIl rilassamento muscolare progressivo è una tecnica basata sull’alternanza contrazione/rilasciamento di alcuni gruppi muscolari. Fu ideata negli anni trenta dal medico e psicofisiologo statunitense Edmund Jacobson e illustrata nel 1959 in “How to relax and Have your baby”.

Nasce dalla volontà di sciogliere rapidamente stati di tensione, di ansia o di stress ed è indicata anche per le persone che non riescono a praticare il rilassamento autogeno, la meditazione o altre tecniche.

Il RMP è estremamente facile da imparare e proprio per questo altrettanto efficace: il cliente deve assumere una posizione comoda, solitamente sdraiato supino, con gambe e piedi leggermente divaricati e braccia che formano un angolo di circa 30 gradi con il tronco, la superficie più adatta dove adagiarsi è un materassino (un lettino o un divano costituirebbero un ambiente troppo comodo che faciliterebbe l’addormentamento, da evitare assolutamente durante l’apprendimento della tecnica) e gli indumenti devono essere larghi per non creare attriti (ad esempio una tuta). Una volta assunta questa posizione il cliente viene invitato a contrarre e rilassare distinti gruppi muscolari, mentre il terapeuta fa da modello: si comincia solitamente dalla mano e dal braccio destro. La consegna è quella di stringere la mano a pugno finché non si avverte tensione, a quel punto bisogna distendere gradualmente le dita fino a che non si sente la sensazione di rilassamento nella mano stessa e nell’avambraccio. Questa procedura verrà applicata poi al bicipite e al tricipite destro e quindi a tutto il braccio sinistro. Seguendo le istruzioni specifiche a seconda della regione muscolare si estenderà poi la tecnica al viso e al collo, al torace e all’addome e alle gambe e ai piedi. Chiaramente non bastano 6 sedute per diventare padroni della tecnica ma con l’allenamento il soggetto sarà in grado di indurre direttamente il rilassamento muscolare senza ricorrere alle fasi di contrazione e decontrazione (che è fondamentale agli inizi perché consente di discernere le due diverse sensazioni) e potrà quindi utilizzare questa preziosa risorsa in qualsiasi posizione o circostanza (alla guida dell’auto, in aereo o su un mezzo pubblico, durante una riunione di lavoro, in fila alla posta, etc.).

I vantaggi del RMP sono molteplici, il primo e forse più banale è quello di provare una sensazione nuova e oggettivamente piacevole ma sono altri i benefici più importanti. La vita quotidiana è fonte costante di stress ed è noto a tutti che spesso si arriva a fine giornata pervasi da strani dolori: mal di testa, dolori cervicali, indolenzimento delle gambe, crampi addominali e molti altri ancora. Può succedere di ritrovarsi la sera distrutti come se si fosse corsa un maratona quando in realtà si è stati sempre seduti su una sedia o in macchina: questo avviene perché preoccupazioni, discussioni e ansia si riflettono sul nostro corpo con la tensione muscolare che se protratta troppo a lungo porta a tali inconvenienti. Praticare il RMP durante la giornata consente di rilassarsi in situazioni di potenziale stress riducendo quindi la tensione muscolare e i conseguenti dolori, inoltre influisce positivamente sulla tensione arteriosa abbassandola e riducendo il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari. Mediante il RMP si può anche migliorare la qualità del sonno, facilitando l’addormentamento anche in situazioni di stress psichico o fisico, insomma, praticare questa tecnica contribuisce a migliorare lo stato generale di salute.

La psicoterapia cognitivo comportamentale è stata la prima ad apprezzare l’enorme potenziale di questa tecnica e la sfrutta per combattere con successo ansie e fobie. Il principio è molto semplice: l’ansia produce tensione muscolare, riducendo questa tensione si riduce l’ansia che l’ha generata. Bene o male conosciamo tutti le sensazioni di nodo alla gola, crampi allo stomaco, tachicardia e respiro affannoso indotte da questa spiacevole emozione ed è intuibile che se eliminassimo tali  sensazioni anche i pensieri collegati alla situazione che ci preoccupa sarebbero meno invasivi e catastrofici.procura ansia in una condizione di rilassamento, antagonista della stessa, finché egli non riesce a controllare ed eliminare progressivamente  la risposta di paura ed evitamento.

Il RMP trova però la sua applicazione più brillante nel trattamento delle fobie mediante la desensibilizzazione sistematica (DS), tecnica  codificata da Joseph Wolpe nel 1958 ma tuttora straordinariamente efficace, anzi insuperabile, in questo specifico ambito.
La DS si basa sui principi dell’inibizione reciproca e del controcondizionamento e per entrambi il rilassamento è fondamentale: nella prima,  quando il soggetto si rilassa si creano condizioni fisiologiche opposte a quelle dell’ansia mentre grazie al secondo uno stimolo a valenza positiva  può modificarne uno negativo trasformandolo in neutro o, addirittura in positivo. Questa tecnica si rifà chiaramente al condizionamento classico e affinché abbia successo lo stimolo condizionato ansiogeno e quello incondizionato (il rilassamento) devono essere ripetutamente associati affinché si determini la giusta connessione.