D.O.C. precoce

indexIn passato spesso si è ritenuto che il Disturbo Ossessivo compulsivo (DOC) fosse raro in età evolutiva, ma la metà degli adulti in trattamento per questo disturbo riportano l’insorgenza del disturbo durante l’infanzia.

Il disturbo ossessivo-compulsivo può interferire con il normale adattamento nelle fasi di sviluppo: compromettere le relazioni con i pari e la famiglia e le prestazioni scolastiche. Una diagnosi precoce e un trattamento adeguato possono potenzialmente prevenire una strutturazione del disturbo in età adulta.
Il disturbo si configura quando ossessioni e compulsioni sono presenti in misura sufficientemente intensa da interferire con la normale routine di vita del bambino, o del ragazzo.

Le ossessioni più ricorrenti nei bambini e nei ragazzi sono: paura di contaminazione; farsi o fare del male a qualcuno, in particolare ai famigliari; bisogno impellente di simmetria ed esattezza.

Le compulsioni più comuni sono invece: eccessiva meticolosità nella esecuzione dei compiti, leggere ripetutamente brani scolastici, cancellare ogni piccola imperfezione, ripassare con la penna le lettere appena scritte, paura di sporcarsi, dubbi o ruminazioni esistenziali, patofobia (paura di ammalarsi), rituali sulle funzioni escretorie o sull’addormentamento, richieste ai familiari di ripetere parole o frasi, collezioni bizzarre.

L’esordio avviene generalmente intorno ai 9-11 anni, anche se già verso i 6 anni i bambini possono manifestare dei segni tipici del disturbo e può avvenire in concomitanza di alcuni eventi stressanti, come: l’inizio della scuola, bocciature, separazione dei genitori. È doveroso precisare che in età evolutiva sono frequenti comportamenti ripetitivi che possono essere considerati caratteristiche normali: essi hanno una funzione di controllo e di aumento della padronanza. Solitamente questi comportamenti spariscono intorno ai 7 anni di età e sono sostituiti con un hobby o con la focalizzazione su un interesse specifico.

Il comportamento ossessivo-compulsivo è invece distinguibile in funzione del tempo (provoca consistente perdita di tempo), del contenuto (bizzarro ed inusuale) e della severità (provoca stress e frustrazione).

Le linee guida internazionali indicano nella terapia farmacologica e nella terapia cognitivo-comportamentale i trattamenti più efficaci. L’ intervento cognitivo-comportamentale è finalizzato a breve termine a ridurre la quantità e la frequenza dei sintomi e, più a lungo termine, a rendere il soggetto meno vulnerabile ai temi e ai meccanismi cognitivi che hanno contribuito alla genesi e al mantenimento del disturbo.